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Gestione e prevenzione della glicemia alta

Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue.

Sia la carenza (detta ipo-glicemia), sia l'eccesso (detto iper-glicemia) di glucosio nel sangue possono risultare molto nocivi per l’organismo.

In questo articolo ci concentreremo sulla iperglicemia e di come affrontarla al meglio.

La glicemia alta cronica può causare diversi problemi (aterosclerosi, vasculopatie ecc), soprattutto quando evolve in diabete mellito tipo 2.

Le cause dell'iperglicemia possono essere di natura comportamentale, ambientale e genetica.

 

Quali sono i principali sintomi dell’iperglicemia:

  • Stanchezza

  • Aumento della sete (polidipsia)

  • Aumento della diuresi (poliuria)

  • Perdita di peso involontaria, talvolta in concomitanza a un aumento dell'appetito.

  • Malessere generale

  • Dolori addominali.

  • Lenta guarigione delle ferite

  • Progressiva alterazione della coscienza

 

Cosa Fare se si soffre di iperglicemia:

  1. Rivolgersi al medico per:

    • Visita e valutazione dei fattori di rischio

    • Analisi del sangue

    • Esame della curva da carico di glucosio

    • Una terapia farmacologica specifica

  1. Rivolgersi a un dietologo per una terapia alimentare

  2. Valutare l’assunzione di integratori alimentari

  3. Praticare attività motoria costante

  4. In caso di sovrappeso, dimagrire

  5. Ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare:

    • Obesità

    • Ipertensione

    • Ipercolesterolemia

    • Ipertrigliceridemia

    • Stress ossidativo

 

La gestione dell’alimentazione:

Quando si soffre di iperglicemia è di primaria importanza impostare una corretta alimentazione sotto la supervisione di un dietologo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le regole di base sono le seguenti.

  1. Ridurre le porzioni dei cibi ricchi di carboidrati:

    • Cereali e derivati (pasta, pane ecc)

    • Patate

    • Legumi decorticati

    • Frutta dolce

  1. In riferimento ai precedenti, scegliere quelli a basso indice glicemico, come ad esempio:

    • Cereali e derivati integrali o dietetici (arricchiti di fibre solubili come l'inulina)

    • Legumi interi

    • Frutta poco o mediamente dolce

  1. Abbassare il carico glicemico dei pasti:

    • Aumentando il numero dei pasti (almeno 5 e fino a 7)

    • Riducendo le calorie di ogni pasto

    • Riducendo le singole porzioni di cibi ricchi di carboidrati e distribuendole in tutti i pasti (eccezion fatta per quello che precede il sonno)

  1. Abbassare l'indice glicemico dei pasti:

    • Incrementando l'apporto di fibre alimentari provenienti da ortaggi poco calorici (radicchio, lattuga, zucchini, finocchi ecc)

    • Utilizzando sempre olio extravergine di oliva per condire: i grassi tendono a rallentare la digestione e l'assorbimento degli zuccheri quanto basta a evitare l'impennata glicemica

    • Associare sempre una porzione modesta di alimenti ricchi di proteine (petto di pollo, filetto di merluzzo, uovo, ricotta magra, fiocchi di latte light ecc): per lo stesso motivo descritto sopra

    • Se proprio non si riesce a fare a meno di bere alcolici, ridurne al minimo la quantità e prediligere il vino rosso.

  1. Consumare cibi ricchi di acidi grassi buoni, soprattutto di omega 3:

    • Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta. Gli alimenti che ne contengono di più sono: sarda, sgombro, palamita, alaccia, aringa, ventresca di tonno, aguglia, alghe, krill ecc.

    • Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti. Si trova principalmente nella frazione grassa di certi alimenti di origine vegetale o negli oli di: soia, semi di lino, semi di kiwi, semi di uva ecc.

    • Mangiare cibi ricchi di antiossidanti vitaminici; svolgono un effetto protettivo nei confronti dei radicali liberi combattendo lo stress ossidativo (che è fortemente correlato alla glicemia alta):

    • Vitamina e provitamine A: sono contenute negli ortaggi e nei frutti rossi o arancioni (albicocche, peperone, melone, pesche, carote, zucca, pomodori ecc); sono presenti anche nei crostacei e nel latte.

    • Vitamina C: è tipica della frutta acidula e alcune verdure (limoni, arance, mandarini, pompelmi, kiwi, peperoni, prezzemolo, cicoria, lattuga ecc).

    • Vitamina E: si trova nella porzione lipidica di molti semi e relativi oli (germe di grano, germe di mais, sesamo ecc) oltre che negli ortaggi.

    • Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti anti-nutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati. Sono contenuti soprattutto in: ortaggi (cipolla, aglio, agrumi, ciliegie ecc), frutta e relativi semi (melograno, uva, frutti di bosco ecc), vino, semi oleosi, caffè, tè, cacao, leguminose e cereali integrali ecc.

    • Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia. Ovviamente, questo accorgimento non deve entrare in conflitto col principio della ripartizione nutrizionale e per questo è molto importante farsi seguire da un dietologo per impostare un alimentazione corretta e per valutare se può essere il caso di seguire un periodo di digiuno intermittente.

  1. Cibi da evitare:

    • Cibi ipercalorici, soprattutto confezionati, fast-food, dolciumi e altri “cibi spazzatura”.

    • Porzioni eccessive di alimenti a prevalenza di carboidrati (pizza, pane, pasta, patate ecc).

    • Alimenti ad alto indice glicemico (cereali raffinati e bolliti, crosta del pane, succo di frutta molto dolce, snack dolci ecc).

    • Pasti troppo abbondanti.

    • Pasti totalmente dissociati (solo a base di carboidrati, solo a base di grassi, solo a base di proteine).

    • SOLO alimenti proteici o ricchi di grassi; alcuni sono portati a credere che per curare la glicemia alta sia necessario eliminare i carboidrati. Se è vero che questa scelta faciliterebbe la diminuzione della glicemia, è altrettanto vero che la glicemia alta cronica può intaccare la funzionalità di certi organi e comprometterne la funzionalità. Nel diabetico scompensato da glicemia alta, talvolta i reni non riescono a sopportare l'eccesso di proteine e corpi chetonici.

    • Birra, bevande zuccherate e liquori dolci.

    • Cibi ricchi di “grassi cattivi”, ovvero:

        1. Lipidi saturi: contenuti principalmente nei formaggi grassi, panna, tagli grassi di carne, insaccati e salumi, hamburger, wurstel, oli bifrazionati (palmisto, palma ecc).

        2. Lipidi idrogenati e soprattutto in conformazione trans: contenuti principalmente in oli idrogenati, margarine, snack dolci o salati, prodotti da forno confezionati ecc.

    • cibi poveri o impoveriti di antiossidanti vitaminici e polifenolici:

        1. Solo vegetali cotti

        2. Solo vegetali conservati (in scatola, secchi, sotto sale, sottaceto, sottolio, ecc)

 

I rimedi naturali più efficaci per abbassare la glicemia alta sono:

  • Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo. Inoltre, promuove il dimagrimento (fattore direttamente implicato nella comparsa di glicemia alta).

  • Piante medicinali: esistono varie piante alle quali sono attribuite capacità ipoglicemizzanti

 


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  • Prevenzione: è necessaria soprattutto in caso di ereditarietà e include:

    • Mantenimento del normopeso.

    • Controllo glicemico periodico e sistematico.

    • Svolgimento di un'attività motoria.

    • Dieta equilibrata caratterizzata da un carico e un indice glicemico moderati.

    • Prevenzione degli altri disturbi metabolici e delle varie complicanze annesse

 

 

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Le suddette indicazioni non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti sanitari del settore che hanno in cura il paziente.

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