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Ecco quali sono:

Withania

La Withania somnifera, nota nella tradizione medica Ayurvedica come Ashwagandha, o col nome popolare di “Ginseng indiano”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Al genere Withania appartengono ben 23 specie diverse, ma di queste, solo la Withania somnifera è nota per avere proprietà medicamentose. Viene coltivata, ma cresce anche spontaneamente, in India, in Pakistan, nello Sri Lanka, ed anche in alcune zone dell’ Africa settentrionale e del Mediterraneo, ad esempio in Italia si trova principalmente in Sicilia e Sardegna.

È conosciuta ed utilizzata sin dall’antichità dalla medicina Ayurvedic, come adattogeno, afrodisiaco, tonico per il fegato, astringente, e per le sue proprietà immunomodulatrici e antinfiammatorie.

I principali costituenti della radice di Withania sono gli alcaloidi e i lattoni steroidei o withanolidi.

La Whitania possiede proprietà adattogene, antistress, anti-infiammatorie, immunomodulanti, antitumorali, antiossidanti ed emopoietiche. Le è inoltre attribuita la capacità di esercitare effetti benefici, attraverso meccanismi d’azione non ancora ben chiariti, sul sistema endocrino e sugli apparati cardiovascolare e respiratorio, oltre che sul sistema nervoso centrale.

Inoltre è stata evidenziata un’attività sedativo-ipnotica che sembra essere di beneficio nelle problematiche del sonno e negli stati ansiosi stress correlati.

La Withania è comunque utile anche in soggetti sani, stressati dagli impegni della vita quotidiana, ai quali può dare un effetto rinvigorente e di aiuto per la concentrazione, le capacità attentive e menemoniche. Alla Withania sono attribuite anche proprietà antitumorali: la witaferina A sembra in questo caso il principio attivo più promettente all’interno del fitocomplesso, grazie alle sue qualità anti-angiogenetiche. Inoltre in vitro la witaferina A sembra essere stata in grado di inibire la proliferazione cellulare agendo sulla sintesi nucleica e proteica con effetti citotossici. Sperimentazioni effettuate su linee cellulari tumorali umane hanno confermato queste proprietà della witaferina A e di altri composti estratti dalla pianta.

 

Curcuma longa


La curcuma fresca, o più precisamente curcuma longa, è un tubero.
Essa è composta soprattutto da curcumina: una sostanza anti-invecchiamento ed antinfiammatoria, che fluidifica il sangue e riduce il colesterolo. Inoltre la curcumina contrasta i tumori. Tutte le sue proprietà erano note da tempo in Oriente, dove la curcuma è, da sempre, alla base della medicina tradizionale cinese, e di quella ayurvedica.
Svariate le sue proprietà:
Curcuma e prostata: numerose ricerche svolte negli ultimi anni dimostrano che la curcuma può prevenire e trattare le patologie della prostata.
La curcuma è benefica a livello intestinale: favorisce la digestione, allevia nausea e diarrea, ma soprattutto riduce la gastrite stimolando la produzione di enzimi pancreatici
La curcuma è epatoprotettrice, ossia aiuta a prevenire infiammazioni del fegato e della cistifellea.
La curcuma pulisce le arterie: abbassa il colesterolo cattivo (LDL) ed aumenta il colesterolo buono (HDL). Assumere curcuma per lungo tempo abbassa i livelli di colesterolo totale.
La medicina ayurvedica utilizzava la curcuma per lenire le infiammazioni alle articolazioni: artrosi e artriti, edemi, tendiniti,... Infatti la curcuma ha una forte azione antinfiammatoria, paragonabile a quella dei cortisonici, ma senza i loro effetti collaterali. Diversi studi hanno dimostrato l'utilità della curcuma sia nelle infiammazioni croniche, sia nelle infiammazioni acute.
La curcuma contrasta il diabete in diversi modi: riduce e normalizza la glicemia, riduce lo stress ossidativo, ostacola l'insorgenza di eventuali complicazioni come lesioni renali, o cataratta.
la curcuma è antitumorale contro alcuni tipi di cancro. In particolare previene l'insorgere di tumori nella zona del collo e della testa. Non solo, aumenta l'efficacia della chemioterapia nella lotta a questi tipi di tumori.
La curcuma è la spezia della bellezza: contrasta acne, brufoli e infezioni della pelle. Non solo, se usata in maschere per il viso riduce le rughe, e migliora il colore dell'incarnato.
Possiede proprietà immunostimolanti ed inoltre riduce la pressione sanguigna, e fluidifica il sangue.

Coleus forskohlii

Il coleus, pianta dalle molteplici virtù, è anche conosciuto come la menta indiana, della stessa famiglia della nostra menta piperita.
Appartiene alla famiglia delle laminacee, il suo nome botanico è plectranthus andrews: comunemente viene chiamata coleus forskohlii. Questo nome deriva dal greco coleus che significa fodero e dal nome del botanico svedese Forsskal.
Da questa pianta si estrae il principio attivo forskolina.
Essa è impiegata da secoli nella medicina ayurvedica per curare patologie legate al sistema cardiocircolatorio e respiratorio ma possiede molte altre proprietà:
-effetto ipotensivo (lo consideri chi ha pressione bassa)
-effetto inotropo positivo (aumenta la forza di contrazione del muscolo cardiaco);
-azione antinfiammatoria
-antiaggregante piastrinico
-allevia i sintomi della depressione
-rilassa la muscolatura
-broncodilata (aumentando la capacità respiratoria)
-effetto bruciagrassi e contribuisce all'aumento della massa magra
-mima gli effetti del TSH stimolando la produzione e il rilascio tiroideo degli ormoni iodati, SENZA INIBIRE LA PRODUZIONE ENDOGENA DI TSH. (Secondo l'attuale parere della scienza, è improbabile che possa elevare il T4 e il T3 fin sopra il range normale o borderline, ma SICURAMENTE normalizza i valori di ormoni iodati evitando che scendano pericolosamente durante le restrizioni caloriche).

 

 

Guggul

Il guggul è una pianta proveniente dall’India e dal Pakistan da cui si ricava una resina giallo paglierino ottenuta tramite l’incisione del tronco; conosciuto anche come ‘pianta della mirra‘, è ben noto nella tradizione medica dell’ayurveda per le sue proprietà curative.
Dalla corteccia del guggul è possibile estrarre una gommoresina oleosa che presenta un’ elevata concentrazione di guggulsteroni, in grado di normalizzare la produzione di ormoni steroidei permettendo di migliorare il metabolismo basale grazie alla stimolazione della tiroide.
Nella tradizione dell’ayurveda questa pianta è impiegata come rimedio per asma, otiti ed in caso di ascite; è stata inoltre dimostrata un’attività di contrasto e riduzione del colesterolo totale, di quello cattivo (LDL) e dei trigliceridi da parte del guggul. Non è ancora chiaro il meccanismo attraverso cui la gomma guggul possa esercitare questa attività ipolipidemizzante sebbene sia stata ipotizzato che ciò avvenga proprio per mezzo della sua azione stimolante della tiroide.
Si utilizza anche per trattare l’obesità e per la sua azione antisclerotica dei vasi sanguigni.

In alcuni pazienti l’assunzione di questa resina può provocare possibili effetti collaterali come rush cutanei, nausea o diarrea; è sconsigliato l’uso del guggul durante la gravidanza e l’allattamento.

 

Magnesio

Il magnesio svolge un ruolo essenziale in un gran numero di importanti reazioni cellulari. È pertanto essenziale in molti processi metabolici (biosintesi dei lipidi, delle proteine e degli acidi nucleici, formazione del secondo messaggero AMP- ciclico,  e  glicolisi)  oltre  che  in  processi  di  trasporto  di  membrana  energia- dipendenti.  Il  magnesio  partecipa  all'attività  di  oltre  300  sistemi  enzimatici. La sua concentrazione nei liquidi extracellulari è di importanza critica, insieme a quella del calcio e di altri cationi, per il mantenimento del potenziale  di  membrana  dei  nervi  e  dei  muscoli  e  per  la  trasmissione dell'impulso  nervoso:  il  magnesio  è  inoltre  essenziale  per  i  processi  di mineralizzazione  e  di  sviluppo  dell'apparato  scheletrico. Riduzioni brusche della concentrazione extracellulare di magnesio determinano un  aumento  della  produzione  di  paratormone,  incrementando  sia  la conservazione renale sia il rilascio dal pool scheletrico.

Vitamina C (acido ascorbico)

La vitamina C è necessaria per numerosi processi di idrossilazione catalizzati da alcune ossigenasi.
Essa svolge importanti funzioni quali:

la biosintesi del collagene;
la sintesi della noradrenalina (neurotrasmettitore) a partire dalla dopamina e, con ogni probabilità del triptofano in serotonina;
la sintesi della carnitina, essenziale per il trasferimento di acili (acidi grassi) nei mitocondri;
Il catabolismo della tirosina ad acidi fumarico e acetacetico attraverso la formazione dell'acido omogentisinico;
l'amidazione dell'estremità carbossiterminale di peptidi ormonali quali la vasopressina, l'ossitocina, la colecistochinina, l'ormone adrenocorticotropo (ACTH) e l'ormone rilasciante la tireotropina;
la biosintesi degli acidi biliari;
la vitamina C sembra stimolare la reduttasi del citocromo P450, responsabile dell'idrossilazione in posizione 7-a del colesterolo, necessaria per la sintesi dell'acido colico;
l'attivazione dell'acido folico in acido tetraidrofolico (FH4), forma biologicamente attiva;
la regolazione dei livelli endogeni di istamina, inibendone il rilascio e favorendone la degradazione (la vit. C si utilizza a scopo terapeutico per prevenire lo shock anafilattico, la pre-eclampsia e la prematurità nelle complicanze della gravidanza);
la biosintesi degli ormoni steroidei della corteccia surrenale (per idrossilazione);
l'assorbimento intestinale del ferro;
la riduzione dell'efficienza dell'assorbimento intestinale del rame;
ridurre la tossicità di alcuni minerali (Ni, Pb, V, Cd, Se);
favorire l'utilizzazione del selenio a dosi fisiologiche, aumentandone la biodisponibilità di alcune sue forme organiche e inorganiche;
un'azione preventiva nella cancerogenesi da nitrosamine, inibendo la loro sintesi;
la riduzione degli ioni superossidi, dei radicali idrossilici, dell'acido ipocloroso e altri potenti ossidanti, proteggendo la struttura del DNA delle proteine e delle membrane dai danni che tali ossidanti potrebbero provocare;
la costituzione, insieme alla vitamina E, di un sistema di protezione contro il danno ossidativo provocato dai radicali liberi;
la funzione immunitaria, infatti si è osservato sperimentalmente che la vitamina C è in grado di:
stimolare la produzione di interferoni, che proteggono le cellule dagli attacchi virali,
stimolare la proliferazione dei neutrofili,
proteggere le proteine dall'inattivazione da parte dei radicali liberi prodotti durante i processi ossidativi che si verificano nei neutrofili,
stimolare la sintesi del fattore timico umorale e degli anticorpi delle classi IgG e IgM.

 

Zinco

Lo zinco dell'organismo umano, pari a circa 2 g, è distribuito in tutti in tessuti ma si concentra in particolare nella muscolatura striata (60%), nelle ossa (30%) e nella pelle (4-6%) . Lo zinco è un componente essenziale di numerosi enzimi, in cui svolge un ruolo strutturale, di regolazione e catalitico.  Svolge  anche  un’attività  antiossidante,  prevenendo  la perossidazione  lipidica  e  riducendo  la  formazione  di  radicali  liberi. Lo zinco è necessario per la formazione di ossa e muscoli e può, in caso di carenza, diventare un nutriente limitante per tale sintesi.

 

Vitamina B9 (acido folico)

 

L'acido folico è una vitamina presente nei cereali, nel lievito di birra, nel fegato, nelle foglie (da cui l'attributo "folico") ed in particolar modo negli spinaci. Dopo essere stato assorbito a livello intestinale, l'acido folico viene attivato dal fegato, che lo trasforma in acido folinico, lo distribuisce ai vari tessuti o, eventualmente, lo deposita come riserva.

Più che di acido folico sarebbe corretto parlare di folati, dal momento che esiste un'intera famiglia di sostanze con struttura ed attività biologica analoga a quella della classica vitamina B9. Durante l'assorbimento intestinale queste provitamine vengono ridotte nella loro forma più semplice, chiamata, appunto, acido folico.

La vitamina B9 è essenziale alla vita dell'uomo e di molti altri organismi, anche particolarmente semplici come i batteri. Questa sostanza, intervenendo nella sintesi degli acidi nucleici, è infatti molto importante per la crescita e la riproduzione cellulare.

L'acido folico ed i suoi derivati partecipano alla sintesi di emoglobina e di alcuni amminoacidi, come la metionina e l'acido glutammico. Sono molto importanti per la crescita, per la riproduzione e per il buon funzionamento del sistema nervoso.

 

Vitamina A

La Vitamina A (o retinolo) deriva da un precursore il β carotene, una provitamina che viene trasformata nell'organismo.

Il retinolo proviene da fonti animali mentre i carotenoidi sono provitamine ricavate da fonti vegetali. Non a caso sono proprio i carotenoidi a conferire ad alcuni tipi di frutta e verdura il tipico colore giallo-arancio.

Esistono più i 600 tipi di carotenoidi, il più diffuso e conosciuto è il β carotene. All'interno del nostro organismo uno specifico enzima intestinale è in grado di trasformare una molecola di β carotene in due molecole di vitamina A .

La Vitamina A è una vitamina liposolubile che viene depositata nel nostro organismo a livello epatico; le sue riserve sono tali da garantire il buon funzionamento del corpo per un periodo di uno o due anni (in un organismo sano e ben nutrito).

La vitamina A:

  • È essenziale per le cellule epiteliali, per la crescita delle ossa e dei denti
  • per la normale maturazione sessuale nell'adolescente e la fertilità nell'adulto
  • aumenta la resistenza alle infezioni rinforzando il sistema immunitario
  • assicura un buon funzionamento della vista e permette la visione crepuscolare
  • protegge la pelle dai danni causati dall'esposizione al sole ed ha un potente effetto antiossidante (combatte i radicali liberi, contrasta gli effetti dannosi provocati dall'inquinamento e dal fumo; previene il cancro alla prostata);

 

 

Selenio (da Seleniometionina)

Il selenio è un componente indispensabile alla formazione di enzimi antiossidanti glutatione perossidasi (GSH-Px) e tioredossina disolfuro reduttasi che, nelle cellule eucariote animali e vegetali, hanno la funzione di ostacolare - seppur indirettamente – l'ossidazione di certe molecole sulle membrane cellulari. Si trova anche nei catalizzatori biologici di tipo deiodasi o deiodinasi, responsabili della conversione di certi ormoni tiroidei.

Per la sua importanza nell'omeostasi corporea e per le sue proprietà, il selenio è diventato un ingrediente molto diffuso negli integratori alimentari – multisalini e vitaminici ecc. – e negli alimenti dietetici e/o fortificati - tra cui le note patate, il latte artificiale ecc.

Sebbene risulti tossico in grandi dosi, il selenio è un oligoelemento e un micronutriente essenziale per l'uomo e non solo.

Nell'organismo umano, il selenio è presente in forma organica (selenocisteina o slenio-cisteina e selenometionina o selenio-metionina) e inorganica (seleniti e selenati).

Il selenio organico è presente soprattutto come selenocisteina ed è un cofattore degli enzimi antiossidanti glutatione perossidasi e tioredossina disolfuro reduttasi, che proteggono le membrane cellulari dallo stress ossidativo. Grazie alla sua capacità di proteggere le membrane cellulari dall'ossidazione, il selenio ha quindi un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Il selenio organico è anche utilizzato nel metabolismo degli ormoni tiroidei, sotto forma di cofattore per 3 enzimi deiodasi o deiodinasi. È quindi necessario alla trasformazione della tiroxina (T4) in triiodotironina (T3), e come tale svolge un ruolo di primo piano nel supportare la funzione tiroidea.

Sembra inoltre svolgere un ruolo antagonista nei confronti dei metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio e l'argento.

Vitamina D

Le due forme principali di vitamina D sono il colecalciferolo (vitamina D3), che deriva dal colesterolo ed è sintetizzato dagli organismi animali, e l'ergocalciferolo (vitamina D2), che deriva dall'ergosterolo ed è presente nei vegetali. La sua sintesi è infatti strettamente regolata con un meccanismo a feedback, e dipende soprattutto dal fabbisogno di calcio e fosforo dell’organismo. La 1,25-(OH)2-D è la forma attiva della vitamina D.
Le sue funzioni principali sono:

  • la stimolazione dell'assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale; 
  • la regolazione, in sinergia con l'ormone paratiroideo, dei livelli plasmatici di calcio; 
  • il mantenimento di una adeguata mineralizzazione dello scheletro. 

La vitamina D non è una vitamina in senso stretto, poichè il suo precursore, il 7-deidrocolesterolo, viene sintetizzato dall'organismo e convertito nella pelle a provitamina D per azione della luce solare. Questa sintesi dipende dallo spessore e dalla pigmentazione della pelle, dalla qualità ed intensità delle radiazioni UV (sono efficaci per la sintesi solo le radiazioni comprese tra 290 e 315 nm) e soprattutto dalla superficie esposta e dalla durata dell’esposizione. I segni precoci di carenza di vitamina D sono: diminuita concentrazione serica di calcio e fosforo (come risultato del diminuito assorbimento a livello intestinale), iperparatiroidismo secondario ed aumento dell'attività della fosfatasi alcalina nel siero. Segni più tardivi sono: inadeguata mineralizzazione dello scheletro (rachitismo o osteomalacia), debolezza muscolare, dolori e deformazioni alle ossa.

 

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